The Italian Sea Group ha comunicato al Tribunale di Firenze la sua mancanza di liquidità da novembre 2026 a marzo 2027. Lo riporta Firenze Today, citando il CEO Giovanni Costantino. Il tribunale fallimentare ha dichiarato che, indipendentemente dalla causa della crisi, la mancanza di liquidità è evidente dall'analisi dei documenti presentati.
Il tribunale ha sottolineato che la situazione di liquidità è emersa chiaramente dai documenti presentati e che la società ha bisogno di risorse importanti per garantire la continuità aziendale, non solo per le spese operative ma anche per i debiti pregressi. Questo rende necessario un intervento finanziario significativo.
La società ha proposto un concordato in bianco in continuità e ha depositato una memoria il 21 ottobre 2026, nella quale si evidenzia la necessità di risorse aggiuntive per far fronte alle esigenze operative e ai debiti pregressi durante il periodo di crisi.
Secondo il Tribunale, anche il cash forecast aggiornato al 15 ottobre 2026 confermava che per il mese di ottobre le esigenze correnti fossero sostenute attraverso le risorse derivanti dalla gestione caratteristica, con un saldo di cassa positivo di 4,5 milioni, senza però considerare i crediti scaduti e le pendenze pregresse.
La crisi finanziaria e le offerte ricevute
Il Tribunale ha anche evidenziato che, al di là della genesi della crisi e delle componenti dello sbilancio economico finanziario, la situazione è emersa in termini chiari, dalla disamina di tutto il compendio. In particolare, è stato rappresentato un fabbisogno aggiuntivo per garantire la continuità operativa nel periodo novembre 2026-marzo 2027.
La società ha ricevuto cinque offerte vincolanti, tra cui quella di Sri Global per 260 milioni per la totalità degli asset e quella di Azimut Benetti per 210 milioni per quasi la totalità degli asset, con l'esclusione dei cantieri in Turchia e della falegnameria Celi.
Le soluzioni proposte e il futuro della società
Il Tribunale ha individuato nel concordato preventivo in continuità aziendale e nel piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione (Pro) gli strumenti più idonei per gestire la crisi. In particolare, il Pro consente di ricercare un investitore che possa risanare la società e soddisfare le ragioni creditorie.
Tra le possibilità, il piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione permetterebbe a Giovanni Costantino di restare al timone del gruppo, possibilità esclusa nelle offerte vincolanti di Sri e Azimut.