Il secondo pacchetto di misure fiscali destinate al settore finanziario è pronto: la Tobin tax raddoppia dal 0,2% al 0,6%; l'Ires per le banche passa dal 27,5% al 30,5%, mentre per le assicurazioni l'aliquota sale dal 24% al 27%. A queste si aggiunge l'aumento dell'Irap, che diventa più pesante con l'imponibilità delle spese amministrative e di una quota degli ammortamenti. Il settore energia dovrà versare 700 milioni di euro con l'aumento dell'Irap, ma il contributo aggiuntivo richiesto a banche e assicurazioni ammonta a circa 5 miliardi di euro. La premier Meloni ha dichiarato: «Lo Stato dà l'esempio con 1 miliardo di spending», mentre il presidente dell'Ania Liverani ha avvertito che «le compagnie non sono un giacimento fiscale da sfruttare per logiche di cassa di breve periodo». Il ministro dell'Economia Giorgetti ha sottolineato che è fondamentale non superare il deficit del 2,9% nel 2026, anche se ciò comporta costi politici rilevanti. La legge di bilancio da 26 miliardi di euro trova quasi 10 miliardi di coperture tassando il settore finanziario e energetico, mentre il resto è sostenuto da tagli alla spesa. La manovra è destinata a subire modifiche durante il percorso parlamentare, ma senza compromettere i saldi: la premier ha escluso che le misure tocchino il patrimonio di vigilanza degli istituti di credito, prevedendo un'esenzione per le banche di credito cooperativo e le popolari con una franchigia di 90.000 euro. La Lega, attraverso le parole di Salvini, ha sostenuto la tassazione del settore finanziario, che quest'anno prevede profitti di 50 miliardi di euro. Gli esperti stanno calcolando gli impatti aggregati delle nuove misure su ogni istituto o compagnia, poiché le norme sono state approvate dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. Il governo prevede una crescita dell'1% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027, con un debito previsto al 138,1% quest'anno e al 138,5% nel 2027.

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