Si preannuncia un’assemblea incandescente quella di domani a Siena, dove gli azionisti di Mps si riuniranno presso il centro direzionale in via Mazzini per esprimersi sul piano presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, l’ultima carta giocata dal manager per tentare di contrastare l’acquisizione della banca da parte di Intesa Sanpaolo guidata da Carlo Messina. Come riporta l’Ansa, Piazza Affari chiude positiva con Mps che guadagna lo 0,03%.
Intanto Intesa Sanpaolo ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per l’acquisto del controllo di Mps e delle sue controllate. Secondo quanto riporta l’ANSA, il gruppo di Carlo Messina ha ottenuto il nulla osta della Banca d’Italia, dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari della Svizzera (Finma), della Banca Centrale della Repubblica di San Marino e della Banca centrale della Repubblica d’Albania. In precedenza erano già arrivate le autorizzazioni della Banca Centrale Europea e della Banca Nazionale della Repubblica di Macedonia del Nord.
Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, all’assemblea dovrebbe presentarsi una quota di capitale compresa tra il 65% e il 70%, nonostante l’assenza di importanti azionisti come il Tesoro (4,9%) e Banco Bpm (3,7%), che hanno optato per la neutralità. In prima fila ci sarà invece Delfin (17,6%), che ha confermato l’intenzione di sostenere il piano di Lovaglio, insieme a Caltagirone (13,5%), Norges Bank (3%), Benetton (1,45%), Goldstone (1-2%), Praude (0,7%) e Fondaco (0,4%).
La Fondazione Mps ha deliberato all’unanimità di votare a favore di tutte le proposte all’ordine del giorno sia della parte ordinaria sia di quella straordinaria dell’assemblea. La Deputazione Amministratrice ha preso atto della delibera di indirizzo adottata all’unanimità dalla Deputazione Generale, che ha confermato le indicazioni già espresse nelle sedute precedenti.
Alla vigilia dell’assemblea, Pierluigi Tortora, che con la sua PLT Holding rappresenta una delle famiglie storiche del Monte dei Paschi, ha ribadito il sostegno alle proposte del management. “Riteniamo che la proposta di Lovaglio sia in grado di creare valore per Mps, i suoi azionisti e tutti gli stakeholder”, ha dichiarato Tortora, sottolineando come il piano sia stato elaborato da un manager di grande esperienza e da una squadra di primo livello.
La partita però si gioca sul filo del rasoio. Come ricorda Milano Finanza, una quota vicina al 40% del capitale ha già dichiarato di bocciare il piano di Lovaglio, mentre i proxy advisor Iss e Glass Lewis hanno raccomandato di respingere tutte le proposte, sottolineando i rischi legati all’esecuzione della doppia offerta.
Nel frattempo, Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato un presidio a Siena a difesa dell’integrità di Mps, che si svolgerà durante i lavori assembleari di domani.
Tra i punti all’ordine del giorno figurano l’acquisto del 13,2% in Generali, la distribuzione di un dividendo da 4 miliardi, due offerte pubbliche di acquisto (Ops) e la riduzione del capitale sociale da destinare a riserva. La votazione sarà decisiva per il futuro della banca più antica del mondo.