Si riaccende il confronto tra governo e magistratura sul fronte degli stipendi. Come riporta Il Fatto Quotidiano, nella manovra economica il governo italiano sta riscrivendo il meccanismo di aumento degli stipendi dei magistrati, dopo che i precedenti criteri di calcolo erano stati bocciati dal Tar e dal Consiglio di Stato. L'articolo 67 introduce due correttivi agli scatti automatici degli stipendi, con l'obiettivo di contenere la spesa pubblica e evitare duplicazioni. A partire dal 2027, l'Istat dovrà rivedere il calcolo degli adeguamenti per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, introducendo una media ponderata che considera il numero di lavoratori di ciascuna categoria, e gli arretrati pagati per i rinnovi tardivi dei contratti non saranno inclusi nel conteggio.
La riforma arriva in un clima di polemiche: il governo sta cercando di trovare una soluzione a 970 milioni di arretrati non ancora risolti, con Giorgia Meloni che ha annunciato di non voler firmare un decreto specifico. L'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), guidata dal presidente Giuseppe Tango, ha sottolineato come la tutela delle retribuzioni sia una condizione per salvaguardare l'indipendenza della giurisdizione. Tuttavia, l'ANM non ha ancora espresso un giudizio definitivo sulle nuove proposte, in attesa di valutare l'effettiva sostenibilità delle misure previste nella legge di bilancio.
Il governo punta a evitare un doppio impatto sul bilancio statale, distinguendo tra arretrati e aumenti ordinari, e le novità interesseranno circa 7mila magistrati e oltre 400 avvocati e procuratori dello Stato. Le questioni legate agli stipendi dei magistrati sono state oggetto di dibattiti legali e istituzionali, con interventi di Tar, Corte di Giustizia dell'Unione Europea e Consulta.
Manovra economica e scenari di tensione: scuola, sanità e banche
La manovra economica del 1 novembre 2026 ha sollevato reazioni contrastanti in diversi settori. Sul fronte delle imprese, il governo ha previsto aiuti per un totale di 6,03 miliardi tra il 2027 e il 2030, principalmente sotto forma di contributi diretti e crediti d'imposta, con vincoli per gli investimenti volti a garantire una crescita sostenibile e controllata. Tuttavia, le tensioni restano alte soprattutto nella scuola: il vicepremier Antonio Tajani incontrerà la leader della Cisl per discutere emendamenti sindacali, mentre la Uil si oppone al taglio di quasi 7mila posti tra docenti e personale ATA.