La discussione sulla Manovra 2027 entra nel vivo con una serie di ipotesi che coinvolgono fisco, previdenza e misure di sostegno a famiglie e imprese. Il provvedimento è atteso al Consiglio dei ministri, dove verrà definito il quadro definitivo degli interventi, mentre il confronto politico resta aperto su alcune delle misure più rilevanti.

Tra i temi centrali figura l’intervento sull’Irpef per il ceto medio. Secondo quanto riportato da Rai News, resta sul tavolo l’ipotesi di ampliare la fascia di reddito a cui applicare l’aliquota del 33%, portando il limite superiore dagli attuali 50mila euro fino a 55mila o 60mila euro. L’intervento punta ad alleggerire il carico fiscale sui redditi medi, ma resta condizionato alla disponibilità delle necessarie coperture finanziarie.

Parallelamente, come evidenziato da RaiNews, prosegue il confronto sull’aumento del limite di ricavi e compensi per l’accesso al regime forfetario, attualmente fissato a 85mila euro. L’ipotesi allo studio prevede un innalzamento della soglia a 100mila euro, misura che, se confermata, richiederebbe tuttavia un raccordo con la disciplina europea in materia di IVA. La direttiva Ue 2020/285 fissa infatti in 85mila euro il tetto nazionale della franchigia IVA per le piccole imprese, con la possibilità di innalzamenti progressivi fino a un massimo di 100mila euro solo in presenza di specifiche condizioni.

Su questo fronte, il quadro normativo è stato recentemente interessato da una proposta di legge approvata in Senato, che prevede l’aumento del limite dei redditi di lavoro dipendente o di pensione compatibili con il regime forfetario dagli attuali 30mila a 40mila euro. Per il 2026, tuttavia, resta in vigore la proroga a 35mila euro introdotta dal decreto legge Semplificazioni. In assenza di un nuovo intervento, dal 2027 il limite dovrebbe tornare ai 30mila euro previsti dalla normativa vigente.

Nel pacchetto fiscale trova spazio anche un intervento dedicato ai giovani. Tra le ipotesi circolate, una tassazione agevolata al 5% per i contribuenti under 30 o under 35, con specifici limiti reddituali, destinata a favorire l’avvio di attività autonome e professionali. Parallelamente, si valuta il rafforzamento degli incentivi per le assunzioni di giovani lavoratori, attraverso un aumento della deducibilità del costo del lavoro per le imprese.

Ulteriori misure riguardano il lavoro e il reddito. Tra le proposte figurano la flat tax sugli aumenti contrattuali e una tassazione ridotta per il lavoro notturno e festivo, interventi che mirano a incentivare la contrattazione e a sostenere i redditi dei lavoratori. Nella discussione trova inoltre spazio il possibile ritorno della cedolare secca per le locazioni commerciali, misura destinata a ridurre la pressione fiscale sugli affitti di negozi e attività commerciali.

Il quadro resta tuttavia in evoluzione. Molte delle misure circolate negli ultimi giorni sono ancora oggetto di confronto politico e tecnico, e la definizione definitiva degli interventi arriverà solo con l’approvazione del testo da parte del Consiglio dei ministri.

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