Leonardo Maria Del Vecchio, il più giovane dei figli del fondatore e patron di Luxottica, ha proposto ai suoi sei fratelli e sorelle di rilevare ciascuno la propria quota del 12,5% della holding Delfin. Lo riporta il Corriere della Sera.

Il corrispettivo è il medesimo, quasi 3,7 miliardi a testa, per un totale di 22 miliardi finanziati dalla banca americana Citi, che attribuisce a Delfin una valutazione complessiva di circa 29,6 miliardi, la stessa dell'offerta da 30 miliardi presentata dal magnate ceco Michal Strnad, già noto per aver rilevato il 14% di Pirelli.

La proposta di Del Vecchio Junior, che ha già incassato il no di quattro soci attraverso una lettera comune di diniego, è dunque in linea con quella del magnate ceco Michal Strnad (già noto alle cronache per aver rilevato il 14% di Pirelli), che nei giorni scorsi ha messo sul piatto 30 miliardi per l'intera Delfin.

Quattro no

La lettera in questione è stata firmata da Rocco Basilico, Paola Del Vecchio, Clemente Del Vecchio e Luca Del Vecchio: si tratta dei quattro fratelli che avevano già rifiutato, per varie ragioni, le precedenti offerte di Leonardo Maria. Il quartogenito (in realtà sesto tra i figli di Leonardo Del Vecchio, scomparso oltre quattro anni fa) punta ad acquisire tra il 62,5% e l'87,5% di Delfin: cioè almeno cinque quote e fino a sette, oltre alla propria. Ha proposto di pagare il 30% in contanti e il restante 70% in azioni di EssilorLuxottica dopo 12-14 mesi. Ha inoltre suggerito un patto parasociale, che riguarderebbe strategie, consigli e dividendi, con modalità di uscita già fissate. Leonardo Maria ha descritto questa proposta come "la più seria che io abbia mai fatto", sottolineando l'intenzione di garantire "regole di governance rafforzate" attraverso uno statuto vincolante.

Un incontro entro il 7 novembre

Del Vecchio si era detto disponibile a incontrare i soci per discutere della proposta entro il 7 novembre, sia in gruppo che singolarmente. Ma il quartogenito dovrà fare i conti con un fronte di no. Il più recente è quello di Rocco Basilico, che ha rifiutato l'acquisto del suo 12,5% da parte di Leonardo Maria. I più risalenti sono quelli di Paola e Luca, che hanno chiesto a Lmdv Fin di pagare 500 milioni di penale per non aver rilevato le loro quote da 5 miliardi ciascuna, come prevedeva l'accordo dello scorso anno. L'operazione è poi fallita per il rifiuto del cda di Delfin di fornire la lettera di patronage richiesta da Leonardo Maria.

Il confronto con Strnad

Leonardo Maria ha quindi rilanciato con l'offerta di ieri, attribuendo a Delfin un valore di 29,6 miliardi, molto simile ai 30 miliardi offerti da Strnad. Entrambi seguono lo stesso criterio di prezzo, basato sul patrimonio netto (Nav). In questo modo, Leonardo Maria punta a prendere le redini della holding e a confrontarsi con Strnad con una massa critica più consistente.

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