C’è la birra europea in difficoltà sul mercato cinese. Carlsberg, uno dei principali birrifici al mondo, ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2026 dopo un trimestre segnato da un crollo delle vendite in Cina e da una domanda stagnante in Europa. Come riporta La Stampa, il gruppo danese ha registrato ricavi del terzo trimestre pari a 3,38 miliardi di euro (+3%), confermando la guidance di una crescita dell’utile operativo del 4-6% per l’intero anno, ma ha evidenziato un “contesto commerciale impegnativo in Cina”, con un calo delle vendite a doppia cifra. Per contrastare la stagnazione, Carlsberg punta sulle bevande analcoliche (+9% nel trimestre) e sulle birre alcol free (+11%), con un investimento di 400 milioni di euro in nuove linee di produzione.
Secondo quanto riportato da MF - Milano Finanza, l’analisi delle metriche finanziarie di Carlsberg evidenzia un progressivo ridimensionamento del mercato cinese per i beni di consumo. L’incidenza dei ricavi dalla Cina è scesa dal 18,71% nel 2024 al 12,03% nel 2025, segnalando una contrazione della domanda che si riflette su diversi settori dell’export europeo, dalle auto al lusso. Il CEO Jacob Aarup-Andersen ha sottolineato le difficoltà del mercato cinese e la necessità di investire in prodotti non alcolici per sostenere la crescita.
Il fenomeno non riguarda solo la birra. Secondo Il Sole 24 Ore, Anheuser-Busch InBev, che controlla marchi come Stella Artois e Budweiser, ha registrato un calo del 17% delle vendite trimestrali in Cina. Anche il settore del lusso soffre: LVMH ha chiuso il terzo trimestre con un incremento delle vendite dell’1%, sotto le previsioni, e un calo del 5% del fatturato asiatico. JL Warren Capital stima che le vendite di Louis Vuitton in Cina siano crollate del 30% a luglio e del 20-25% ad agosto. Sul fronte tecnologico, Nokia ha annunciato un piano di tagli sul mercato cinese dopo un calo dei ricavi del 19% nel 2025. Anche il settore automobilistico registra segnali negativi: Volkswagen e BMW hanno riportato un calo delle consegne, rispettivamente, e BMW ha consegnato 114.355 unità in Cina. In questo contesto, l’UE continua a registrare un deficit commerciale nei confronti della Cina, pari a 359,8 miliardi di euro nel 2025.