Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse chiave, confermando l’orientamento di politica monetaria restrittiva per sostenere il ritorno dell’inflazione al target del 2%. Lo ha annunciato la Presidente della BCE Christine Lagarde nella conferenza stampa tenutasi a Francoforte sul Meno, in Germania.
La decisione è stata presa all’unanimità, sulla base di una valutazione complessiva delle prospettive economiche e finanziarie. La BCE ha individuato tre principali rischi che potrebbero influenzare l’economia dell’area euro nei prossimi mesi: l’aumento dei prezzi dell’energia, che rappresenta un rischio al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita; la stabilità dell’inflazione sottostante, che finora non ha mostrato una risposta significativa dei salari; e le condizioni di finanziamento, che sono diventate più restrittive rispetto all’ultima riunione.
La BCE ha ribadito che le decisioni future sui tassi di interesse saranno basate sui dati economici e finanziari disponibili, senza preimpegnarsi su un percorso specifico. L’obiettivo rimane quello di mantenere l’inflazione stabile al target del 2% nel medio termine.
Sul fronte della crescita, l’economia dell’area euro ha mostrato segnali di espansione nel terzo trimestre, sostenuta da una ripresa dei servizi dopo un iniziale indebolimento dovuto al conflitto in Medio Oriente. Anche il settore manifatturiero, i servizi digitali e le esportazioni hanno registrato una crescita, grazie agli investimenti legati all’intelligenza artificiale. La spesa pubblica per infrastrutture e difesa ha continuato a sostenere l’attività economica.
Il mercato del lavoro resta solido, con il tasso di disoccupazione stabile al 6,4% ad agosto, il livello più basso mai registrato. Tuttavia, la crescita dell’occupazione e della forza lavoro rimane contenuta, mentre la produttività continua a crescere gradualmente.
A medio termine, la BCE prevede una ripresa della fiducia e dei redditi reali, grazie a prezzi dell’energia in calo e a un mercato del lavoro robusto. Gli investimenti in attività legate all’intelligenza artificiale e la spesa pubblica continueranno a sostenere la crescita, mentre le esportazioni dovrebbero beneficiare di una domanda estera in aumento.
La BCE ha sottolineato l’importanza delle riforme strutturali per aumentare la crescita potenziale dell’area euro. In particolare, ha evidenziato la necessità di una sostenibilità fiscale per garantire stabilità e resilienza economica. I Paesi con un debito elevato devono mantenere una politica fiscale prudente per ricostituire margini di bilancio, mentre quelli con un debito più basso possono utilizzare la politica fiscale per sostenere gli investimenti strategici, mantenendo la sostenibilità del debito nel medio termine.
La BCE ha inoltre ribadito che le risposte fiscali all’emergenza energetica devono essere temporanee, mirate e personalizzate per evitare di alimentare ulteriormente l’inflazione. Una volta superata l’emergenza, le politiche di bilancio dovranno concentrarsi sul miglioramento della capacità produttiva dell’economia e della crescita potenziale.
Infine, la BCE ha evidenziato l’importanza di una maggiore integrazione economica nell’Unione Europea. La semplificazione delle regole nel Mercato Unico dell’UE, l’accelerazione della transizione energetica e il completamento dell’unione dei risparmi e degli investimenti sono considerati elementi chiave per rendere l’economia europea più dinamica e resiliente.